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Foggia, l’estate di chi resta: con la Caritas giochi per i più piccoli in Cattedrale

È la settimana in cui Foggia si ferma, le strade si svuotano e molte attività chiudono per la pausa estiva. Ma non per tutti Ferragosto significa vacanze e partenze. Per molte famiglie, soprattutto quelle che vivono situazioni di maggiore difficoltà economica, agosto significa semplicemente restare in città. Ed è proprio in questa settimana, tra le più delicate dell’estate per chi non può permettersi una vacanza, che la Caritas Diocesana di Foggia-Bovino ha scelto di essere ancora più presente. E lo ha fatto stando accanto ai più piccoli.

Per i ragazzi delle parrocchie della Vicaria di Foggia, dal 17 al 22 agosto, il cortile della Cattedrale è diventato per un’intera settimana uno spazio di incontro, gioco e condivisione. Un’Estate Ragazzi pensata non soltanto come momento di animazione, ma come occasione concreta per offrire ai bambini e agli adolescenti la possibilità di stare insieme, vivere relazioni e trascorrere giornate di festa anche senza lasciare il capoluogo dauno.

A rendere ancora più particolare l’esperienza è stata la presenza di sei giovani provenienti dalla Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, arrivati a Foggia nell’ambito di un’esperienza di volontariato e servizio presso la Caritas Diocesana. Tre ragazze e tre ragazzi, tra i 15 e i 21 anni, accompagnati da tre adulti dell’Ufficio Migrantes della diocesi marchigiana, hanno messo a disposizione il proprio tempo anche nelle attività del centro estivo, affiancando gli educatori e i volontari nell’animazione dei bambini.

La loro presenza a Foggia nasce da un percorso iniziato diversi mesi fa e costruito attorno alle parole chiave del volontariato, del servizio, dell’incontro, della migrazione e del dialogo interculturale. Alla base c’è anche un’amicizia nata tra don Alessandro Messina, direttore dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, e Khady Sene, direttrice della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, conosciuta in occasione di un incontro a Fano nel quale Sene era stata invitata a portare la propria testimonianza.

Da quella conoscenza è nata l’idea di offrire ai giovani della diocesi marchigiana la possibilità di vivere direttamente un’esperienza di servizio a Foggia, entrando in contatto con alcune delle realtà sociali più significative del territorio. Un’esperienza che ha trovato spazio anche nell’attività di animazione con i bambini, trasformando il servizio in un’occasione concreta di relazione tra giovani provenienti da territori e storie differenti.

L’esperienza estiva appena conclusa nel cortile della Cattedrale si inserisce così nel percorso estivo avviato dalla Caritas Diocesana nelle diverse comunità dell’Arcidiocesi. Dopo l’appuntamento nella Vicaria di San Marco in Lamis e quello realizzato a Castelluccio dei Sauri per la Vicaria di Bovino, l’attenzione si è concentrata sul capoluogo, con una settimana dedicata ai ragazzi delle parrocchie foggiane. Il filo conduttore è rimasto quello che accompagna l’intero progetto: l’incontro.

All’ombra delle alte mura medievali non sono mancati giochi, attività di gruppo, momenti di socializzazione e occasioni per stare insieme. Una proposta semplice, ma particolarmente significativa in una città che proprio nei giorni di Ferragosto rischia di lasciare meno occasioni di aggregazione a chi rimane. Per i ragazzi, il cortile della chiesa è diventato così un luogo in cui ritrovarsi e sentirsi parte di una comunità, mentre per la Caritas è stata l’occasione per tradurre ancora una volta la prossimità in una presenza concreta.

La presenza dei giovani marchigiani ha aggiunto un ulteriore elemento a questa esperienza: il servizio ai più piccoli è diventato anche uno spazio di incontro tra giovani, culture e percorsi di vita differenti. Un modo concreto per sperimentare che la carità non consiste soltanto nell’offrire qualcosa, ma anche nel condividere il proprio tempo, mettersi in gioco e lasciarsi trasformare dall’incontro con l’altro.

Quanto vissuto quest’estate si inserisce nel progetto di una “Caritas sempre più diffusa”, capace di uscire dagli spazi abituali e raggiungere le comunità nei luoghi e nei tempi della loro vita quotidiana. Un’impostazione che ha caratterizzato le diverse tappe dell’estate e che ha messo al centro bambini e ragazzi, insieme alle famiglie che, per condizioni economiche o per altre difficoltà, non hanno avuto la possibilità di vivere un periodo di vacanza.

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