Due giorni di confronto, testimonianze e riflessioni sul fenomeno migratorio. Martedì 5 e mercoledì 6 maggio Agrigento ha ospitato l’undicesima edizione del Forum internazionale sulle migrazioni, promosso dall’Accademia di Studi Mediterranei in collaborazione con l’Assessorato regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana e il Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi. Tema scelto per quest’anno: “Migranti: l’indifferenza, la paura, la fraternità”.
La “due giorni”, ospitata nella sala conferenze di Casa Sanfilippo, si è aperta con i saluti istituzionali del presidente dell’Accademia mons. Enrico Dal Covolo, del direttore Santino Lo Presti e delle autorità civili e religiose del territorio, tra cui il sindaco Francesco Miccichè, l’arcivescovo Alessandro Damiano, il prefetto Salvatore Caccamo e il direttore del Parco della Valle dei Templi Roberto Sciarratta. Ad intervenire anche la Direttrice della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, Khady Sene.
Al centro del dibattito il tema delle migrazioni nel Mediterraneo, affrontato sotto molteplici aspetti: geopolitici, sociali, culturali e umani. Un confronto che ha alternato analisi accademiche e testimonianze dirette di chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma della fuga e del viaggio verso l’Europa.
Particolarmente atteso l’intervento dell’arcivescovo Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, che ha denunciato il progressivo indebolimento del diritto alla protezione internazionale in Europa e negli Stati Uniti. “A fronte della crescita delle persone in fuga – ha affermato – il diritto alla protezione internazionale ha subìto un indebolimento grave fino anche alla negazione nei Paesi dell’Occidente che fino ad oggi ne erano garanti”.
Secondo Perego, l’Europa starebbe progressivamente privilegiando logiche di difesa e controllo rispetto ai principi di solidarietà e accoglienza. Nel suo intervento il presule ha criticato l’esternalizzazione delle frontiere, l’aumento dei rimpatri e il cosiddetto “modello Albania”, definito “fallimentare”. Ha inoltre evidenziato la crescita dei rigetti delle domande di asilo e le criticità contenute nel nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che – ha sostenuto – rischia di trasformare “la frontiera da muro a prigione”.
Nel corso del Forum, Perego ha lanciato anche un appello per una nuova operazione europea condivisa nel Mediterraneo. “Siamo lontani – ha detto – da un’operazione europea che impegni gli Stati e la società civile a ritornare a essere i padroni del Mediterraneo, oggi abbandonato ai trafficanti”. Un richiamo forte alla responsabilità comune dell’Europa nella gestione delle rotte migratorie e nel soccorso delle persone in fuga da guerre, persecuzioni e povertà.
A offrire ulteriori spunti di riflessione sono stati anche il sociologo Luca Alteri, dell’Università La Sapienza di Roma, e il pedagogista Stefano Pasta, dell’Università Cattolica di Milano, che hanno analizzato rispettivamente il rapporto tra paura e consenso politico nella gestione delle migrazioni e il fenomeno dell’hate speech come forma di esclusione sociale e negazione della cittadinanza.
Accanto agli interventi accademici, grande spazio è stato dato alle testimonianze. Khady Sene, oggi Direttrice della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, ha raccontato il proprio percorso “dalla migrazione alla cittadinanza italiana”, solo recentemente acquisita dopo un lungo iter burocratico, mentre Vanessa Casà del progetto SAI MSNA della Cooperativa Delfino di Agrigento ha illustrato l’esperienza dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Particolarmente toccanti le storie di Dabre Hamza dal Burkina Faso, Ibrahim Abdoul Madjid dal Benin e Kone Ladji Mory dalla Costa d’Avorio, giovani migranti che hanno condiviso con il pubblico il dramma del viaggio verso l’Italia. Testimonianze che hanno riportato al centro dell’attenzione le centinaia di vittime del Mediterraneo: oltre 800 persone morte in mare dall’inizio dell’anno, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il Forum si era aperto con la proiezione del documentario “Stay away from Kabul” del regista Carmelo Puglisi, accolto con grande partecipazione dal pubblico presente.
A concludere i lavori è stato il richiamo ai quattro verbi indicati da Papa Francesco e rilanciati da Papa Leone XIV nel rapporto con i migranti: “accompagnare, tutelare, promuovere, integrare”. Un invito che mons. Perego e mons. Dal Covolo hanno indicato come bussola morale e civile per l’Europa di oggi.
“Siamo lontani da un nuovo umanesimo europeo”, ha concluso amaramente il presidente della Fondazione Migrantes, sintetizzando il senso di un Forum che ha voluto interrogare coscienze e istituzioni sul futuro delle migrazioni e della solidarietà nel Mediterraneo.