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Raemh, la Caritas di Foggia-Bovino in missione a Huelva: confronto sui percorsi di accoglienza e inclusione

Una settimana di incontri, testimonianze, visite e occasioni di confronto per conoscere da vicino un modello di intervento sociale e condividere esperienze maturate in contesti differenti. Si è conclusa venerdì 30 ottobre la missione della Caritas Diocesana di Foggia-Bovino a Huelva, in Spagna, realizzata nell’ambito del progetto Reseau Afrique Europe pour la Mobilité Humaine (Raemh). Una visita che ha rappresentato un’importante occasione di scambio con la realtà ecclesiale e sociale spagnola, a sei mesi dalla missione compiuta a Foggia da una delegazione della Caritas Diocesana di Huelva.

La delegazione foggiana, guidata dalla direttrice Khady Sene, ha vissuto un programma articolato, pensato per conoscere le esperienze di accoglienza, accompagnamento e inclusione promosse sul territorio spagnolo, con particolare attenzione alle condizioni di vita dei lavoratori migranti e alle possibilità di costruire percorsi capaci di superare la logica dell’assistenza occasionale.

Nella prima giornata, i delegati hanno conosciuto le équipe della Caritas Diocesana di Huelva, visitato gli uffici e conosciuto le realtà di accoglienza per alcune fragilità, tra cui senza fissa dimora, minori non accompagnati e persone con diverse patologie. Nel pomeriggio, la visita a due insediamenti informali, luoghi che ci riportano alla triste realtà della nostra terra. In questo contesto, la delegazione ha appreso dell’ennesimo incendio, sviluppatosi nella notte, fra le baracche. Grazie alla testimonianza di due operatori della Caritas di Huelva, ha poi appreso dei servizi che la stessa offre a sostegno dei nostri fratelli e sorelle migranti.

Tra i momenti più significativi della seconda giornata, l’incontro con il Vescovo di Huelva, mons. Santiago Gómez Sierra, e la preghiera davanti alla Virgen del Rocío, uno dei riferimenti religiosi e devozionali più importanti per la popolazione locale. La delegazione ha poi visitato alcune aziende agricole che hanno scelto di promuovere un modello differente di gestione del lavoro stagionale, superando la realtà dei cosiddetti ghetti dei migranti. Si tratta di esperienze nelle quali l’attività lavorativa regolare, la disponibilità di un alloggio e il riconoscimento dei diritti dei lavoratori diventano elementi centrali di un percorso di integrazione e dignità.

La terza giornata ha permesso di approfondire ulteriormente il ruolo delle realtà associative e caritative nell’accompagnamento delle persone più fragili. A Lepe, la delegazione ha conosciuto da vicino alcune esperienze legate alla condizione dei migranti, visitando anche l’insediamento informale e incontrando l’associazione Asnuci e il centro “Educare per crescere”. Un’occasione per riflettere sulla necessità di andare oltre una risposta esclusivamente assistenziale, affinché anche le persone che vivono situazioni di maggiore vulnerabilità possano acquisire gli strumenti necessari per costruire autonomamente il proprio futuro. L’obiettivo, infatti, non è soltanto rispondere a un bisogno immediato, ma accompagnare ciascuno in un percorso che restituisca capacità di scelta, autonomia e prospettive di vita.

Particolarmente significativo anche l’incontro con i volontari delle Caritas parrocchiali della diocesi di Huelva, durante la penultima giornata. La delegazione foggiana ha avuto modo di ascoltare le testimonianze di quanti, quotidianamente e gratuitamente, mettono a disposizione il proprio tempo per stare accanto alle persone in difficoltà. Un servizio che si sviluppa soprattutto nelle comunità parrocchiali e che rappresenta una presenza concreta nei territori. La giornata è proseguita con la visita al Monastero de La Rábida, da dove Cristoforo Colombo salpò per il viaggio verso quello che poi sarebbe divenuto il continente americano, e il momento di preghiera davanti alla Virgen de la Cinta.

L’ultima tappa della missione è stata dedicata alla visita di un altro centro Caritas parrocchiale. Accompagnati dagli operatori di Caritas Huelva, i componenti della delegazione hanno potuto conoscere le attività svolte dalla comunità, ascoltando le testimonianze dirette dei volontari e delle persone accompagnate dai servizi, tra cui diverse famiglie provenienti dal Sud America. Un confronto che ha permesso di comprendere più da vicino le esigenze delle persone accolte e le modalità attraverso cui la rete Caritas risponde alle diverse forme di povertà.

Nel corso dell’incontro, Khady Sene ha inoltre presentato le attività e i servizi promossi dalla Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, condividendo con gli interlocutori spagnoli l’esperienza maturata sul territorio della Capitanata. Un’occasione per mettere a disposizione conoscenze e buone pratiche, ma anche per individuare possibili ambiti di collaborazione futura, nella prospettiva di rafforzare i legami tra le due realtà diocesane.

La missione a Huelva si chiude, dunque, con un patrimonio di relazioni, conoscenze e nuove prospettive. Non una semplice visita conoscitiva, ma un’esperienza di reciprocità, nella quale due Chiese locali hanno avuto la possibilità di raccontarsi, ascoltarsi e confrontare i rispettivi modelli di intervento. Al centro, la convinzione che la carità non possa esaurirsi nella distribuzione di beni e nell’erogazione di servizi, ma debba tradursi in percorsi di accompagnamento capaci di riconoscere la dignità di ogni persona e sostenerla nella conquista della propria autonomia.

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